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Come molti di voi ben sapranno la problematica maggiore delle comuni macchine digitali è la ristretta gamma dinamica che generalmente non supera una ampiezza di circa 4-5 stop tra le zone più scure (non nere) e le zone più chiare (non bruciate), pertanto se vi trovate in una situazione di controluce, immersi in un bel tramonto o dove comunque la gamma dinamica supera quelle che sono le capacità di raccolta luce della nostra macchina fotografica potete ricorrere alla tecnica del HDR in modo da aumentare in post produzione la gamma dinamica della vostra fotografia.

Per fare questo si deve prestare attenzione fin dal momento dello scatto e seguire passo passo le “regole” descritte in seguito. Per creare una foto in HDR si deve disporre di quanti più scatti possibile, è meglio sempre abbondare in modo da poter scartare eventuali foto in post elaborazione, ma se ne manca solo una non riuscirete mai a mettere insieme un buon risultato. Solitamente eseguo circa 9 scatti in JPG in modo da non doverli convertirli da raw, faccio decisamente prima e il risultato finale non cambia di una virgola. Le uniche cose necessarie sono un buon treppiede e uno scatto flessibile dato che tutte le immagini che scattate devono essere perfettamente sovrapponibili dalla prima all’ultima. Come primo passo cercate di capire quali sono le zone più chiare e quella più scure nell’inquadratura ed effettuate delle letture esposimetriche sulle due zone. Nell’ esempio che riporto per chiarire la procedura vedete una immagine scattata in un interno e un panorama di sfondo fuori dalla finestra. La zona all’interno dell’appartamento richiede dei tempi relativamente brevi mentre la zona esterna richiede tempi molto veloci per il cielo fortemente illuminato. In questo caso il cielo richiede circa 1/2000 mentre gli interni richiedono tempi di scatto dell’ordine di ½ secondo. Dopo aver inquadrato la zona correttamente ho stretto bene il cavalletto ed ho iniziato a scattare una serie di immagini che coprisse tutto il range necessario alla foto. Impostando la macchina in manuale senza modificare il diaframma risulta molto facile cambiare i tempi di esposizione senza spostare l’inquadratura. Ricordatevi comunque di scattare sempre con lo stesso diaframma usato per le prove di esposizione che avete fatto in precedenza e utilizzate possibilmente uno scatto flessibile, molto utile quando si accorciano i tempi. Le mie esposizioni sono state pertanto le seguenti:

Come potete ben vedere la prima immagine scattata a 1/2000 ha il cielo perfettamente esposto mentre la stanza è corretta nell’ultima immagine scattata a 1/2. L’esposimetro della macchina misurato su tutto il campo forniva una esposizione corretta a 1/60 ma come vedete il cielo è bruciato e la stanza è troppo scura. A questo punto avete bisogno di un programma che effettui il calcolo dell’HDR in automatico, ce ne sono molti, lavora molto bene photoshop ma è carente di alcuni comandi, io vi consiglio di usare la versione basic (free) di photomatix liberamente scaricabile da internet. Scegliete il comando HDR->Generate dal menù e caricate tutte le immagini della serie. Nella finestra che si apre in seguito troverete alcune opzioni.

Align source images deve essere disabilitata se avete usato il cavalletto e se le immagini sono già allineate in partenza altrimenti il programma proverà ad allinearli ma con risultati non sempre buoni a causa delle distorsioni degli obiettivi. Lasciate invece abilitato Attempt to reduce ghosting artifacts con le opzioni che più si addicono alla vostra foto, moving objects/people si usa in caso di vento, nuvole che si muovono non troppo velocemente ecc. mentre ripples si usa qualora ci siano delle onde o dei movimenti molto evidenti. (normal o high quantifica il movimento). Nell’ultimo riquadro lasciate selezionato Take tone curve of color profile che è anche la soluzione raccomandata dagli sviluppatori del programma. Premete ok e il computer inizierà a calibrare la vostra curva leggendo gli exif delle foto (qualora le vostre foto non abbiano gli exif sarete cotretti ad inserirli manualmente). Alla fine della elaborazione vi mostrerà il risultato che dovrete ritoccare a vostro gusto personale selezionando dal menù il comando HDR->Tone Mapping. La nuova finestra vi mostra dei nuovi comandi che dovrete muovere a vostro gusto personale. Brightness imposta la luminosità generale dell’immagine (spesso deve essere portato a valori sopra allo 0) Tonal range compression imposta l’apertura della nuova gamma dinamica e l’appiattimento di luci, ombre e contrasti, mentre contrast adaptation cerca di riportare un po’ di contrasto senza abbassare la gamma dinamica. Il valore dei bit dove esportare le immagini può essere impostato in 8 o 16 ma vi consiglio di lasciarlo a 8 a meno che abbiate esigenze particolari di fotoritocco successivo.

Con i valori 5,6,6 nei comandi appena indicato ho ottenuto questa nuova immagine che all’occorrenza può essere trattata con altri software di fotoritocco.
A pagamento vi consiglio invece il plugin di photomatix tone mapping per photoshop o anche lo stesso photomatix pro. Personalmente ho avuto modo di vedere in funzione da un conoscente il plugin per photoshop e devo dire che ha moltissime funzioni in più, vale sicuramente la pena valutarne l’aquisto se interessati a questo genere di fotografia.

Questo il risultato finale